“Il coraggio di essere uomini”

 

“Il coraggio di essere uomini”, di
Giuseppe Mirabella – edizione “La Biblioteca di Babele”

 


copertina del libro “Il Coraggio di essere uomini”, di G.Mirabella
 Ed. La Biblioteca di Babele,
Modica

Un brano del libro:

“Vi sono tre modi di condurre
la propria esistenza.

Il primo è quello di puntare
all’esterno; possedere una casa che sia sempre più bella, alla ricerca di
uno status symbol, sempre più elevato, una bella macchina (che è bella fin
quando non ne vediamo una più costosa), vestiti firmati, gioielli. Non
appena hai tutto questo, sorgerà di nuovo in te un vuoto da traguardo,
avere qualcosa da desiderare di più bello e di più costoso, nell’affannosa
ricerca di un motivo primario, che possa rappresentare la meta di una vita
senza senso.

Il secondo modo è quello di
puntare all’interno del nostro essere; contemplare e meditare, immergersi
nell’essenza di tutto il creato, inabissarsi negli abissi più scuri ed
elevarsi fino alla luce.

Il terzo modo è un alternarsi
fra l’interno e l’esterno. Perché è giusto nutrire dei desideri per delle
cose materiali, ma l’importante è non divenirne schiavi. Perché i desideri
devono essere il mezzo , non il fine. Come è anche appagante meditare e
contemplare, ma non basta; l’uomo per sentirsi e quindi per
essere
, deve avere degli obiettivi.

Solo così l’uomo può divenire
uno, sconfiggendo la dualità esterno/interno, nella completa
realizzazione di un’esistenza totale, in cui l’uomo è artefice del proprio
destino.

Alla ricerca costante di un
equilibrio, passando da un estremo all’altro, senza nessuna risposta
certa, ma con tante domande. Perché il bello è tutto nel viaggio e non nel
traguardo.”   (pagg.17-18)

“Il coraggio di essere uomini” si legge piacevolmente,
con la sensazione di poter condividere pienamente la proposta dell’Autore,
il Maestro Giuseppe Mirabella, che nella premessa si definisce “studente
della vita”. Ed è infatti con l’entusiasmo di chi si protende incontro
alla vita con la curiosità e lo “stupore” di un bambino che
l’Autore fa le
sue considerazioni sull’uomo e sulla società. C’è in quest’opera l’invito
alla conoscenza, al di là dei pregiudizi, e al perfezionamento personale, superando
continuamente i propri stessi limiti.

Il sottotitolo, “Per non essere
mai più dei ripetitivi robot”, chiarisce lo scopo dell’autore, che
appare in quest’opera come un maestro
desideroso di insegnare ciò che ha appreso, frutto non solo di attenti
studi ma soprattutto di esperienze vissute e su cui ha profondamente
riflettuto.

Già da piccolo Giuseppe
Mirabella apprende dal nonno Pietro il valore del lavoro, che deve essere fatto bene
e sempre migliorato. All’età di nove anni inizia il suo percorso formativo
nelle arti marziali, proprio per “mettersi alla prova”. Diventa Maestro di Karate dello stile Shotokan, solo una tappa del suo itinerario, che
include numerose discipline orientali e occidentali.

Al centro della sua ricerca c’è
l’individuo e il suo divenire, dalla mediocrità all’eccellenza, fra dolore
e gioia. Possiamo trovare le radici della sua visione della vita sia nelle
arti marziali orientali che nel buddhismo, nell’induismo, nel cristianesimo e nel sufismo
(in particolare Gurdjieff), in Nietzsche come in Reich, in Evola e nello spiritualismo
occidentale. Correnti e teorie anche molto diverse tra loro, ma che
lo conducono ad una radicale critica contro la mediocrità e il consumismo
cieco del  mondo moderno, con la conseguente spinta ad agire con
determinazione verso il recupero dei valori autentici della vita,
attraverso la necessaria determinazione ad avere “il coraggio di essere
uomini”.

p.p.


 

Incontro con il Maestro
Giuseppe Mirabella

di Pippo Palazzolo

Giuseppe Mirabella è nato a Vittoria (RG) il 13
maggio 1968. Proprio in quel mese che segna ufficialmente l’inizio della
stagione della rivolta giovanile contro un mondo ormai troppo
sclerotizzato, in cui regnano conformismo, ipocrisia, repressione
sessuale e aspirazioni piccolo borghesi di un “uomo ad una dimensione”.

Ho incontrato Giuseppe nella sede della sua Accademia, a
Ragusa, per porgli alcune domande.

Da cosa nasce tutta questa voglia di apprendere e
insegnare, tanto da creare un’Accademia che si definisce “Scuola per lo
sviluppo globale dell’individuo”?

Fin da piccolo ho sentito la spinta a confrontarmi con
i miei limiti e a superarli, a cercare un continuo perfezionamento, a
non accontentarmi delle conoscenze e dei risultati conseguiti. A nove
anni ho iniziato la pratica delle arti marziali, che sono state
fondamentali nel comprendere alcuni principi basilari del rapporto con
me stesso, con gli altri e con il mondo. Credo che oggi uno dei problemi
più gravi sia la carenza nell’educazione emotiva dei giovani. Vengono
educati ad “avere”, a cercare il successo, il benessere materiale, ma
non ad “essere”. E da ciò nascono molti dei problemi sociali di
devianza. La pratica di un’arte marziale è molto formativa in questo
senso.

Si crede che la pratica delle arti marziali sia per
lo più riservata a persone “dure”, più portate all’azione che alla
riflessione, e con un certo senso di superiorità. Leggendo il tuo libro
ho avuto l’impressione che non sia proprio così, mi sbaglio?

No, infatti solo partendo dalla consapevolezza della
nostra mediocrità possiamo iniziare un percorso di miglioramento, in cui
si alternano cadute e riprese. Inoltre, anche quando abbiamo raggiunto
buoni risultati, sappiamo che c’è qualcuno che ci supera e che il
percorso non è ancora finito. Riguardo alla “durezza”, voglio ricordare
che il Maestro Funakoshi, fondatore della scuola di Karate che io seguo,
detta “Shotokan” (“La casa dei pini”), era anche un poeta.

Giuseppe, tu sei un “consulente olistico”:
cosa significa esattamente?

Il consulente olistico è un “animatore” che
aiuta le persone a prendere coscienza di sé e della propria salute; una
sorta di educatore verso un modo differente di vivere e sentire il
proprio corpo-mente-spirito. Questi risultati vengono ottenuti con
diversi mezzi, dalla pratica di discipline come lo shiatsu o la
meditazione, alle arti marziali, a percorsi di consapevolezza (ad
esempio, il tantra).

Ma qual’è l’obiettivo finale di questi percorsi?

Riassumerei gli obiettivi in una sola parola: la
tranquillità. Infatti, la tranquillità nasce dalla consapevolezza del
proprio valore, del fatto che si sta dando il meglio di sé nella vita e
nel lavoro. Il motto della mia Accademia è “In questa scuola si percorre
un cammino atto ad ottenere la tranquillità, così da agire e non
reagire”.

Il breve incontro finisce qui, ma crediamo di aver
colto qualcosa in più di questa persona, semplice ma profonda,
determinata ma tranquilla. Grazie, Giuseppe, per il tuo libro e per il
tuo impegno.

Pippo Palazzolo

11 maggio 2006


 

Il M° Giuseppe Mirabella

Note sull’Autore: Giuseppe Mirabella è nato a Vittoria (RG), il
13 maggio 1968; vive e lavora a Ragusa. Ha conseguito il Diploma di
maturità Psico-pedagogica ed è laureando in Scienze e Tecniche
psicologiche (facoltà di Enna), indirizzo “Salute e prevenzione del
disagio”.

E’ Presidente della MirabellAcademy, Maestro di Karate,
insegnante di Yoga kundalini, massoterapista, istruttore di autodifesa,
personal trainer.

Come dice lui stesso: “A questo
punto dovrei, come di consueto, elencare tutti i miei successi agonistici,
per ottenere riconoscimento, e far sorgere in voi un minimo di curiosità e
attenzione nei miei riguardi. Come se tutto ciò potesse bastare a far di
me un buon maestro.
Non nego che in venticinque anni di pratica, qualche bella soddisfazione,
a livello agonistico l’ho ottenuta; ma io voglio presentarvi l’uomo che
esiste in questo momento.
Un uomo che ama imparare e mettersi sempre alla prova. Un uomo che non
vive nel passato, ma che vive il presente con intensità e audacia, che è
attratto da tutto ciò che riesce a elevarlo, sia a livello fisico che
spirituale. Sintetizzando posso dirvi che amo: allenarmi, imparare e
istruire.
Questo sono io. In fede: Giuseppe Mirabella”

Per contattarlo:
mirabellagiuseppe@hotmail.com;
sito web: www.mirabellacademy.com

 



Via Archimede, 295 – 97100 Ragusa

 


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