poesia

 


Foto tratta dalla copertina della
raccolta di poesie “Era il tempo degli aquiloni” di Salvatore Paolino,
Editrice Itinerarium,
Modica, 2007  


Salvatore Paolino, “Era il tempo degli aquiloni”

Lo scorso
12 gennaio 2008, nell’ambito del programma del Caffè Letterario “S.
Quasimodo”, è stata presentata a Modica, nei locali del Palazzo
della Cultura, la nuova raccolta di poesie del prof. Salvatore Paolino,
dal titolo “Era il tempo degli aquiloni”, ed. Itinerarium.

Dopo
l’introduzione del Presidente dell’associazione, prof. Domenico Pisana e la presentazione della prof.ssa
Lucia Trombadore, l’attore Enzo Ruta ha letto alcune liriche del poeta,
accompagnato dalle musiche del M° Sergio Carrubba.


Pubblichiamo di seguito, per gentile concessione dell’Autore, due delle
poesie della raccolta.

 



Era il tempo degli aquiloni


 


Era il tempo degli aquiloni


dei sogni colorati


delle bolle di sapone


dei giochi al chiaro di luna


nella piazzetta del Sacro Cuore,


delle pesche rubate


nell’orto del curato.


 


Era il tempo delle case fatiscenti


dei bisogni sotto gli alberi


dei fichidindia a colazione,


delle fave a mezzogiorno


e a sera pane e cipolla.


                                               


Era il tempo degli aquiloni


della gita col carretto a ferragosto


 dei falò in riva al mare,


dei “cunti” di mia nonna


nelle fredde sere d’inverno,


dei pianti silenziosi


dei sospiri di mio padre.


 


Era il tempo dell’arrivo


improvviso dei parenti,


di mia madre indaffarata


tra i fornelli,


intenta a cucinare


la miseria di quei giorni.


 


E intanto io crescevo…


 


Con le scarpe risuolate


e i calzoni alla zuava


che svestiva mio fratello,


sognando di indossare


per San Pietro


il suo vestito della festa.

 

                                          
(2006)

 

            

 

 

 


Pensiero all’imbrunire


 


Oramai sugnu arridduttu


comu na maccia ri milicuccu


a capu ri mmiennu


senza pampini e senza fruttu.


Senza ri tia mi sientu persu.


A sira prieju a Diu e mi va cuccu


e aspiettu, aspiettu, aspiettu…

 


                                                  
(2007)

 


(Ormai sono
diventato


come l’albero
del bagolaro


all’inizio
dell’inverno


senza foglie
e senza frutto.


Senza di te
sono perduto.


La sera prego
Dio e vado a letto


e aspetto,
aspetto, aspetto…)

 

 

     

 

 


 

 


Siamo lieti di offrire
ai nostri lettori due

poesie del prof. Salvatore
Paolino, tratte

dalla raccolta “Lacrime e fiabe”
(1975), di

cui la 2^ ristampa è stata pubblicata dalla

casa editrice Itinerarium di Modica.



                    

               

 

       
La mia vita

 

La mia vita: una fiaba

che iniziava a sera

e durava tutta la notte.

Sogni infantili d’un uomo

ancora bambino

che cercava nel sogno

una mano che l’accarezzasse.

E col guanciale bagnato

stretto al mio cuore fanciullo,

l’alba invariabilmente mi coglieva

spietata.

                                                       
(1963)

 

 



                     

        
       

       Dietro
il casolare

 

Dietro il casolare

ci andavamo tutti i giorni a sognare.

Al tramonto lasciavamo i campi
frettolosi.

Cenavamo insieme agli altri.

C’era poco, del pane e formaggio

e un fiasco di vino, ma c’era tanta
allegria.

Più tardi ci allontanavamo furtivi

per incontrarci dietro il casolare.

Erano gli anni del nostro amore,
Maria.

Ricordo ‘gna Rosa quando ci spiava
dal muro

mentre ci baciavamo e ci tirava le
sassate

e noi fuggivamo felici ridendo per i
campi.

 

Ora sono tornato dopo tanto tempo.

La casa non c’è più, ‘gna Rosa è
morta.

E’ rimasto solo l’ulivo  quasi
stecchito.

Che pena! Ma c’è ancora quel cuore

sulla corteccia coi nostri nomi,
Maria.

Chissà dove vivi ora, con chi sei.

Se ti ricordi ancora di me,

di quel giovane bruno che giuravi

d’amare per sempre, se ricordi il suo
volto

e le sue mani quando t’accarezzavano.

Ma ovunque tu sia

resterai nel suo cuore per sempre.

                                                                                            
(1968)

 

                                    

 

 

 


 



Salvatore Paolino è nato nel 1939 a Modica, dove tuttora vive ed opera.
Docente di discipline giuridiche ed economiche dal 1963 al 1985, è stato
successivamente Preside in Istituti Superiori, fino a concludere la sua
carriera, nel 2004, quale Dirigente Scolastico del Liceo Classico ed
Artistico “Tommaso Campailla” di Modica.


Oltre a “Lacrime e fiabe”, ha pubblicato le raccolte di poesie “Nei coni
d’ombra” (1973), “Prima che il giorno muoia” (1980), “Canti di Monserrato”
(1998) e “Era il tempo degli aquiloni” (2007).
          

(p.p.)


 

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