Astrologia tibetana

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L’astrologia tibetana

di Alberto Russo

 

      

 Circa 20 anni fa (per la precisione nel 1980) ho avuto la fortuna di seguire un breve corso sull’astrologia tibetana, tenuto dal Maestro Namkai Norbu presso la sede della Comunità Dzochen di Roma. Ricordo che eravamo non più di dodici-quindici studenti, altri tempi (bei tempi…oggi le conferenze del Maestro si tengono nell’aula magna dell’università…). Colgo quindi l’occasione per riportare qualcosa di ciò che venne trattato, un po’ rivedendo appunti e dispense, un po’ attingendo ad esperienze dirette accadutemi in tutti questi anni. Mi appello alla benevolenza degli eventuali lettori: non sono un astrologo, né un bravo allievo…  

 

Il Maestro Namkai Norbu  

 

In Tibet si utilizzano vari mezzi per l’astrologia, per cui la si può  dividere in due categorie: Jyùnzis, basata sulle combinazioni degli elementi, e Gàrzis, basata sulla disposizione di stelle e pianeti; la prima è originaria del Tibet (pur con influenze cinesi), la seconda di estrazione buddista (ricordo che il buddismo è giunto in Tibet dall’India). Introdurrò, quindi, l’astrologia Jyùnzis, iniziando ad inquadrarla storicamente. Come accennato, è possibile far risalire l’origine di questa scienza all’originaria cultura e religione bon-po del Tibet con successivi innesti derivati dalla vicina Cina. Il suo insegnamento si fa risalire ad un maestro di nome Shenrab Niwo, che veniva dal Tibet occidentale. In seguito, con il matrimonio del re del Tibet con una principessa cinese e con l’arrivo del buddismo dall’India, l’astrologia tibetana si è molto sviluppata.  

 

   In realtà gli storici hanno dato sempre un peso eccessivo all’avvento del buddismo in Tibet ed hanno cercato di ignorare il valore della cultura bon-po locale, considerata sciamanica e basata su sacrifici cruenti. L’astrologia Jyùnzis permette di stabilire gli elementi di ogni persona, la Gàrzis è però necessaria per costruire il calendario tibetano.  Le previsioni vengono effettuate sulla base delle combinazioni tra gli elementi della persona e quelli del momento cui ci si riferisce.    Gli elementi considerati sono cinque: legno, fuoco, terra, ferro e acqua; ad ognuno corrisponde un numero (1,2,3,4, e 5) ed una funzione (legno – far crescere, fuoco – bruciare, terra – essere stabile, ferro – indurire, acqua – bagnare).  

   

 Ad ogni elemento fa riferimento una parte del corpo (secondo l’anatomia della medicina tibetana): al legno i canali (le vene), al fuoco il calore, alla terra la carne, al ferro le ossa, all’acqua il cuore ed il sangue. 

Altre caratteristiche di ogni elemento sono inoltre il colore e la forma.  

La tabella contiene gli elementi presi in considerazione per tracciare le caratteristiche del soggetto.  

In base all’elemento di nascita si possono indicare alcuni suoi aspetti:

Legno: voce tremula e non regolare, rauca, come se avesse del catarro in gola e si debba schiarire la voce.

Fuoco: il suono esce fra i denti, un po’ sibilando.

Terra: le persone con le caratteristiche della terra respirano con l’addome.

Ferro: espirano con il naso e dormono a bocca aperta.

Acqua: hanno labbra strette ed aspetto sorridente.

Con tutte le altre componenti della nascita (numero, funzione etc.) si completano gli aspetti tipologici della persona.  

Oltre agli elementi, l’astrologia tibetana considera anche 12 animali. Gli animali vengono combinati con i cinque elementi, per cui si ha un ciclo di 60 anni in cui ogni animale si ripete cinque volte.  Per i tibetani non è positivo nascere nel primo o nell’ultimo anno del ciclo di 12, perchè simboleggia l’interruzione di qualcosa.

Oltre ai dati relativi all’anno di nascita, occorre calcolare anche quelli relativi a mese, giorno e ora (altrimenti un uomo di 65 anni avrebbe le stesse caratteristiche di un bimbo di cinque…).

In generale, tramite tutti questi calcoli si possono confrontare gli elementi della persona con quelli del giorno, mese ed anno correnti, per vedere se il momento è favorevole o meno. Infatti, sia gli elementi che gli animali si relazionano tra loro con rapporti favorevoli, sfavorevoli o neutri.

Come si vede il tutto è notevolmente complesso; se poi si tiene conto che mi sono limitato ad accennare solo alcune componenti (le più semplici), si può comprendere la grande ricchezza di questo patrimonio culturale e la necessità di fare di tutto per preservarlo (non dimentichiamo la situazione del Tibet…).

I tibetani ritengono di primaria importanza l’astrologia (una delle discipline principali della conoscenza), è infatti applicata nella medicina (un medico deve conoscere anche l’astrologia) ed utilizzata per prevenire, guidare ed eventualmente porre rimedio alle difficoltà quotidiane.

Una volta chiesi al Maestro un consiglio per cercare di migliorare la mia situazione coniugale (che non andava a gonfie vele…); la sua risposta fu disarmante (per me occidentale e “moderno”): “dammi i dati di nascita tuoi e di tua moglie e vedremo se siete compatibili e cosa si può fare”.

Anticamente, anche in occidente, si sapeva già al risveglio mattutino quali erano le caratteristiche del giorno che ci si apprestava ad affrontare, e quali gli accorgimenti da prendere; oggi la vita si affronta alla cieca, persi in un meccanismo che ha propri ritmi al di fuori di ogni nostro controllo. Le eventuali “scelte” vengono fatte prendendo in considerazione altri fattori (generalmente di tipo economico…) e si ricorre alle previsioni astrologiche senza consapevolezza, quasi con un senso di disagio, riducendole ad argomento da salotto.

Tant’è, forse non basta conoscere per sviluppare la consapevolezza, ma certamente…aiuta.

Alberto Russo

 

 

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Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2011