convegno "fumetti e didattica"

Su Fumetto e Didattica convegno "fumetti e didattica" Francesco Cusumano

 

Dal 1° al 2 dicembre 2007 si è svolto il Convegno promosso dal Museo del Fumetto

Il prof. Tamagnini, il dott. Corteggi e l'arch. Micciché

“Fumetto e Didattica” si sposano a S.Croce Camerina

di Giuseppe Nativo

 

 

Il fumetto fa parte di quella “letteratura disegnata” intesa come strumento in cui vanno a confluire obiettivi culturali, quali il recupero di conoscenze storico-grafiche e, non ultimo, lo studio di tendenze, pensiero ed evoluzioni di una memoria stratificata nel tempo che può essere letta attraverso le avvincenti storie dei “giornalini”. Il fumetto, che ha fatto vivere “svaghi proibiti” a tantissimi ragazzi di ieri, oggi cinquantenni, possiede anche una sua valenza didattica in quanto riesce a veicolare messaggi di alto contenuto storico-sociale o essere considerato nel suo valore artistico. Nella sequenza iconografica delle vicende e dei personaggi si trova anche quell’effetto comunicativo prodotto dal fascino e profumo delle avventure sognate e “toccate” con mano. Il fumetto - nato e sviluppato a cavallo tra l‘800 ed il ‘900 utilizzando al meglio le possibilità offerte dal foglio, considerato come una sorta di “schermo di carta” - non ha rinunciato, nel corso del tempo, ad evolversi sfruttando lo sviluppo dei nuovi media (la televisione) fino ad arrivare ai nostri giorni in cui lo sviluppo tecnologico ha creato nuovi strumenti di comunicazione con caratteristiche innovative (computer, Internet) dando vita a spazi “virtuali” ed “interattivi” che tolgono “vita” al disegno fumettistico inteso nella forma classica. Le potenzialità narrative dell’editoria cartacea subiscono un costante assorbimento dal web. Il fumetto si inserisce, dunque, in un nuovo contesto che va a cambiare il rapporto intercorrente con il lettore, il quale da fruitore diventa attore o “manipolatore virtuale”. Tutto ciò non solo comporterebbe la riduzione dei “giornalini” in forma cartacea, ma innescherebbe una crisi editoriale di non poco conto che minerebbe in maniera non indifferente le secolari fondamenta su cui si basa il fumetto classico.

Queste, in estrema sintesi, le tematiche affrontate al 5° Convegno su “Fumetto e Didattica”. L'evento culturale, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Xanadu che gestisce il Museo del Fumetto (Presidente l’arch. G. Miccichè, nella foto insieme ad alcuni relatori), si è recentemente svolto presso il Centro Sociale “Terza Primavera” di S. Croce Camerina (Rg). A relazionare – dopo i saluti di rito da parte dei vertici politico-istituzionali in rappresentanza del Comune di S. Croce Camerina - sono stati chiamati F. Spataro (docente di Scienze della Comunicazione all’Univ. di Catania), A. Nepote (Assessore alla Cultura del Comune di Comiso), L. Corteggi (art-director della Ed. Bonelli e da decenni apprezzato protagonista nel campo del fumetto) e L. Tamagnini (docente e storico del fumetto). L’iniziativa – patrocinata dal Comune di S. Croce Camerina, Provincia Reg.le di Ragusa e Regione Siciliana (Assessorato al Turismo) – si è svolta nell’ambito del Concorso e Mostra del disegno fumettistico a cui hanno partecipato numerosi giovani talenti della provincia iblea.

Il dott. Luigi Corteggi, art-director delle edizioni Bonelli

Abbiamo posto alcune domande al dott. Corteggi.

Dr. Corteggi da circa quarant’anni lavora nel campo della fumettistica. Cosa è cambiato oggi rispetto a ieri relativamente al modo di fare fumetto? Qual è il rapporto con le nuove tecnologie (computer e Internet)?

Il fumetto come è realizzato oggi, rispetto a quello dei disegnatori di circa 35-40 anni fa, è senza dubbio più “raffinato”. E’ riconosciuto anche a livello universitario nel senso che vi sono tanti studenti che scelgono il Fumetto come tematica della propria tesi, contrariamente a quanto accadeva molti anni fa quando il fumetto era relegato ai bambini e addirittura guardato a vista da certi media. Negli anni ’30, ad esempio, in America vi fu una compagna contro il fumetto portata avanti nella convinzione che i fumetti rendessero poco intelligenti i ragazzini. Oggi i disegnatori curano molto le copertine, le ambientazioni.

Diciamo che tutta la confezione è molto curata. La colorazione un tempo era fatta a mano con le chine colorate mentre oggi si svolge con il sistema digitale. Il pubblico di oggi, specie quello dei giovanissimi, è meno affezionato al fumetto in quanto ha delle distrazioni che un tempo non esistevano. Oggi l’informazione è veloce e passa attraverso il web. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, si legge sempre meno.

I fumetti pubblicati sul web – tra l’altro è l’esperienza che sta iniziando adesso l’americana Marvel con i suoi supereroi – rappresentano un “altro tipo” di Fumetto e linguaggio o sono gli stessi di quelli diffusi attraverso il classico supporto cartaceo?

Il prodotto cartaceo come è il fumetto o il libro è meno sentito di una volta. Oggi esiste Internet attraverso cui si può vedere qualsiasi cosa (notizie quotidiane, video, etc.) e però non si ha in mano la parte della carta. Oggi si compra un fumetto solo se si pensa di leggerlo e riporlo sulla libreria, mentre se si vede qualcosa a video si perde quel contatto fisico con la carta stampata, con i colori: si sa che un qualcosa è dentro quel video ma non lo si ha in mano! Si instaura così un contatto virtuale. A mio avviso se l’esperienza che sta attuando la Marvel avrà esito positivo altre case editrici seguiranno quel filone digitale e la carta stampata di nuova produzione diverrà un prodotto meno remunerativo. Per chi resisterà sarà obbligato a ridurre drasticamente le sue uscite nei punti vendita con aumento consequenziale dei prezzi per acquistare il fumetto che diverrà solo un prezioso e raro prodotto cartaceo per collezionisti.

Qual’è il primo fumetto che ha letto?

Nel mondo del fumetto sono entrato per caso essendo nato come grafico pubblicitario. Quando ero giovane di soldi ne circolavano pochi ma con qualche piccolo sforzo si riusciva a comprare qualche fumetto. Il mio primo fumetto, che potevo permettermi, era quello di “Gim Toro”, personaggio che nel dopoguerra ha un notevole successo (il protagonista, un italo-americano muscoloso e con le sembianze dell’attore statunitense Tyrone Power, combatteva contro sette segrete di cinesi). Col fumetto ho avuto a che fare poco fino agli anni ’60 quando iniziai la mia attività entrando nel campo della fumettistica disimpegnando l’attività riguardante la parte visuale, grafica e tipografica del prodotto.

                                                                                               Giuseppe Nativo

Ragusa, dicembre 2007

 

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Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2011