I vaccini: indietro tutta? di Silvia Giannella

Sul controverso tema delle vaccinazioni obbligatorie, abbiamo il piacere di pubblicare un approfondimento della prof.ssa Silvia Giannella.   (p.p.)

Leggo sul giornale  di oggi: Epidemia di morbillo in Madagascar: in sei mesi già più di 1200 morti; solo il 58% della popolazione è stato vaccinato (La Repubblica, 15 aprile 2019). Quando mi trovo di fronte a notizie di questo tipo, ormai sempre più frequenti, vengo assalita da una sensazione inquietante, un misto di stupore, disorientamento, angoscia. Ma forse la sensazione più sgradevole è il senso di impotenza di fronte al muro di quella che definirei “ignoranza scaramantica” da cui è stata contagiata una notevole massa di persone in tutto il mondo, paesi sviluppati e sottosviluppati.

Sono una donna anziana, laureata in biologia;  ho frequentato vari laboratori, in particolare di virologia dove ho preparato la mia tesi di laurea sperimentale e poi per quasi tutta la mia vita ho insegnato nei licei. L’insegnamento è stata una scelta felice che mi ha messo in contatto con molte persone con le quali ho stabilito rapporti di scambio e di confronto intenso, spesso problematico, ma sempre produttivo in termini di crescita e di apertura verso il pensiero degli altri. 

Spesso nell’insegnamento di  un nuovo argomento scientifico ci si trova di fronte alle cosiddette misconoscenze, cioè non è vero che gli alunni non sanno niente di quell’argomento ma ne sanno qualcosa che hanno assimilato passivamente dall’ambiente in cui sono cresciuti, dai genitori, dagli amici, insomma dalle persone con cui sono entrati in contatto nel corso della loro vita (per esempio: l’omeopatia fa sempre bene, la chimica ci avvelena,il glutine fa male a tutti). Naturalmente molto spesso queste conoscenze sono le più difficili da estirpare perché sono come degli assiomi che si sono consolidati loro malgrado. Il lavoro dell’insegnante consiste proprio nel portare testimonianze scientifiche, proponendo le letture giuste e insegnando agli studenti come si consultano le informazioni su internet (chi ha firmato quell’articolo, come si riconosce e si valuta una fonte scientifica garantita da una qualunque persona che esprime un suo pensiero senza fondamenti).

 E’ chiaro che il rapporto insegnante-alunno è molto particolare: si tratta di un adulto, l’insegnante, in cui si ripone fiducia e di adolescenti il cui ruolo è quello di apprendere, costruendo le proprie conoscenze, affidandosi alla competenza e ai consigli dell’insegnante. Se questo rapporto funziona è possibile stabilire una relazione di scambio in cui oltre ad apprendere, l’adolescente esprime anche i propri dubbi, le proprie incomprensioni, le proprie contestazioni.

Ma qual è la situazione al di fuori della scuola?

Negli ultimi anni in Italia si è verificata una specie di epidemia -è proprio il caso di usare questo termine!- per cui molti , troppi, genitori si sono convinti che i vaccini facciano male e quindi hanno deciso di non far vaccinare i figli.

Quali sono le conseguenze di questa scelta?

  1. Minore è il numero di persone sottoposte a vaccinazione maggiore è il numero di virus circolanti
  2. I bambini appena nati non possono essere vaccinati e quindi è più probabile che entrino in contatto con la malattia virale che in questa fascia d’età può essere letale
  3. I bambini che non possono essere sottoposti a vaccinazione( bambini affetti da tumore o da malattie congenite che non consentono la vaccinazione) sono più esposti a contrarre le malattie virali che, anche in questi casi possono risultare letali

Nel secondo e terzo caso si dice che viene a mancare l’immunità di gregge. L’immunità di gregge si verifica quando si raggiunge un livello di copertura vaccinale per cui gli individui non vaccinati non contraggono la malattia perché circondati da un’alta percentuale (95%) di individui vaccinati.

Ma vediamo di dare una risposta ad ognuna delle tesi dei novax:

1° tesi: i vaccini causano l’autismo

Risposta: non è vero: la percentuale di bambini autistici è la stessa nei bambini vaccinati e non

2° tesi: i vaccini sono contaminati  e contengono metalli pesanti

Risposta: esami rigorosi ripetuti più volte hanno dimostrato che i vaccini sono puri e non contengono metalli pesanti

3° tesi: i vaccini vengono somministrati troppo presto, a bambini troppo piccoli

Risposta: sono proprio i bambini piccoli che corrono i maggiori pericoli se contraggono alcune  malattie. Comunque è il servizio sanitario nazionale che fornisce precise indicazioni su quando effettuare le varie vaccinazioni.

4° tesi: i vaccini sono troppi

Risposta:il sistema immunitario è costruito in modo da rispondere prontamente a più stimoli contemporanei senza subire danni

5° tesi: i vaccini danno gravi effetti collaterali

Risposta: gli effetti collaterali gravi sono rarissimi, un caso su molti milioni

 

Cosa sono e come agiscono i vaccini

Un vaccino viene preparato usando il virus o il batterio che causano una determinata malattia ma rendendoli innocui o uccidendoli; cioè il microrganismo non è in grado di provocare la malattia ma rimane capace di farsi riconoscere dal sistema immunitario e di stimolarlo a produrre le cosiddette cellule della memoria le quali saranno in grado di riconoscere il microrganismo per tutta la vita dell’individuo e di impedire che l’agente patogeno provochi la malattia. Attualmente alcuni vaccini vengono prodotti utilizzando le tecniche del DNA ricombinante le quali permettono di sintetizzare in laboratorio le proteine (antigeni) che caratterizzano il microrganismo e che risultano capaci di indurre il sistema immunitario a produrre anticorpi e cellule della memoria per difendersi dalla malattia. In questo modo è stato recentemente prodotto il vaccino contro l’epatite B, una delle più pericolose malattie del fegato.

Uno degli aspetti più interessanti  e tra i più temuti dalle persone che non hanno mai studiato il funzionamento del sistema immunitario, è la preoccupazione che la somministrazione contemporanea di più vaccini possa sottoporre il sistema immunitario a uno sforzo eccessivo che potrebbe provocare conseguenze pericolose nei bambini.

Si tratta di un vero e proprio pregiudizio in quanto il sistema immunitario ha un’enorme versatilità: è in grado di difenderci da mille attacchi contemporaneamente senza per questo “affaticarsi”. Esso però impiega circa 20 giorni per produrre le difese contro le malattie; anche quando entriamo in contatto con il microrganismo patogeno il sistema immunitario impiega lo stesso tempo ma intanto il microrganismo  attacca il nostro corpo determinando la malattia che, com’è noto, può risultate più o meno grave.

Sappiamo bene che i bambini appena nati e per i primi due o tre mesi dopo la nascita in genere non si ammalano perché sono protetti dagli anticorpi della madre; ma dopo i tre mesi cominciano ad ammalarsi perché entrano in contatto con tanti microrganismi. Il loro sistema immunitario lavora  per difenderli  garantendo così un futuro di adulti sani.

Silvia Giannella

25 aprile 2019