la misura del tempo

Su la misura del tempo "Bagni Achei", di Gaetano Celestre premio internazionale "S. Addamo" ed. 2009 tradizioni di sicilia storie di Sicilia

 

 

Chiesa di S. Giovanni Battista - Chiaramonte Gulfi (RG) "Allegoria della Morte" (1792)

Una guida alla riscoperta di campane e segnatempo del territorio ibleo

 

“Il Tour del tempo” di Giovanni Bellina

 

di Giuseppe Nativo 

 

     Un viaggio “nel” tempo e “con” il tempo alla ricerca di una sensibilità perduta attraverso i segnatempo del passato: “un filo di Arianna per ripensare le misure di tempo alla luce della storia e dei contesti sociali”. A tale tematica si prefigge di indagare il recente volume di Giovanni Bellina, “Il Tour del tempo” (edito dal Circolo Didattico “P. Vetri” di Ragusa, con il contributo della Regione Sicilia, pp. 96). Le comunità preindustriali hanno una percezione del tempo collegata al ciclo solare congiuntamente a quello delle stagioni.

      Il tempo civile è intrecciato al sacro ed il segnale orario delle campane rappresenta un richiamo alla preghiera ed un riferimento per orientarsi nelle varie fasi della giornata (l’alzata mattutina, la regolarità dei pasti, il saper distinguere una giornata feriale da quella festiva, il rispetto del coprifuoco).

     E’ questa la disarmante “bellezza” del tempo di cui Giovanni Bellina, già docente presso l’Istituto Scolastico “P. Vetri” di Ragusa nonché esperto di gnomonica, fa assaporare i risvolti sociali, economici, simbolici e, non ultimi, religiosi degli strumenti che nel corso dei secoli hanno scandito il tempo. E lo fa accompagnando il lettore in un viaggio verso una dimensione didattica dai risvolti turistico-culturali. In tal modo il volume assume anche le connotazioni di una “guida” che, attraverso la proposizione di quattro itinerari nella Sicilia sud orientale, va a riscoprire quanto rimane, ancora oggi, degli antichi “misura tempo” nei centri iblei.

     Gli strumenti solari, quali ad esempio la meridiana (antico strumento di misurazione del tempo basato sull’ombra proiettata da un’asta su un piano), oltre la funzione oraria e calendariale, ne possiedono una simbolica: in essi “s’incontrano e interagiscono la luce e l’ombra, il cielo e la terra, lo spazio e il tempo, complesse realtà fisiche, psichiche e archetipi di principi contrapposti”. Suddividere il giorno in 24 ore uguali si rivela un’operazione assai ardua: tra le meridiane delle chiese e gli orologi meccanici da torre non corre sempre buon sangue.

     Il tempo indicato dal “quadrante solare” differisce da quello segnato dagli orologi meccanici soggetti a costanti correzioni e relativa manutenzione. Ciò comporta l’utilizzo di un addetto che, nel 1826, per i tre orologi pubblici di cui è dotata Ragusa, percepisce uno stipendio annuo di 36 ducati. Anche le campane sono soggette a usura. E’ curioso il caso di una delle sei campane della chiesa di San Giorgio a Modica (Rg), quella di prospetto, detta “Giorgia”, che, rottasi nel 1875, si legge in una scrittura del tempo, è fusa “dall’imbroglione don Giacomo Grimaldi, quale campana dopo poco tempo si ruppe”.

Giuseppe Nativo

Gennaio 2009

 

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Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2011