Fisica quantistica

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Negli ultimi tempi le teorie della fisica quantistica vengono utilizzate, più o meno a proposito, per dare consistenza scientifica ad altre discipline, dai contenuti molto meno scientifici. Con la seguente riflessione del prof. Cosimo Alberto Russo, vogliamo aprire un dibattito sull'argomento. Pertanto invitiamo i lettori ad intervenire, inviando alla redazione le loro opinioni. Infine, di seguito all'articolo, pubblichiamo due poesie di Marco De Gemmis, ispirate da tale riflessione. Buona lettura!    

p.p.

Il mare quantico

di Cosimo Alberto Russo

 

Sulla base delle teorie termodinamiche, cioè della scienza che studia le trasformazioni energetiche, si ipotizza che ogni reazione/trasformazione spontanea del mondo fenomenico avviene solo se vi è una diminuzione dell’energia posseduta dal sistema; questa diminuzione energetica (a carico dell’energia “libera” del sistema) corrisponde ad un aumento dell’entropia del sistema stesso, ovvero del suo disordine. Si può dire quindi che l’universo tenda ad una situazione di minima energia e massimo disordine.

Si pensi ad un organismo vivente, procedendo verso la morte si assiste ad un progressivo aumento del disordine cellulare e ad una corrispondente diminuzione di energia; nel momento della morte inizia un processo di disgregazione che porta gli atomi che componevano l’organismo a distribuirsi casualmente e disordinatamente nello spazio.

Ovviamente l’energia non si distrugge, semplicemente si trasforma in forme meno utilizzabili e più  “diffuse” nell’ambiente; possiamo pensare ad un progressivo appiattimento energetico, con sempre meno picchi e pianure via via più vaste.

Fintanto che vi è una disponibilità energetica sufficiente gli atomi tendono a scontrarsi e a dar luogo a nuove aggregazioni più o meno stabili, ma se l’energia non è sufficiente si avranno atomi quasi immobili e privi di attitudini reattive.

Si può dire che l’interazione tra gli atomi è ciò che determina la “vita” dell’universo, organica o inorganica che sia. Ma ciò che tiene insieme gli atomi sono, secondo le teorie più moderne, le interazioni quantistiche tra le particelle (protoni ed elettroni) che costituiscono gli atomi stessi.

La teoria dei quanti afferma che l’energia si diffonde (la luce) sotto forma di “pacchetti energetici” chiamati, per l’appunto, quanti.

Una delle teorie ultime sulla costituzione dell’Universo ipotizza che questo sia costituito da un “mare” quantico, cioè un continuum di quanti che interagendo si aggregano in particelle e, via via, in tutto ciò che conosciamo.

Per analogia il processo si potrebbe ipotizzare reversibile: diminuendo il contenuto energetico dell’esistente si  ritorna alla situazione di pacchetti energetici minimi, i quanti, con il disfacimento della materia.

Quindi il “mare” quantico (la distesa infinita di piccoli pacchetti energetici, i quanti) rappresenta l’unica realtà: le interazioni tra i quanti danno luogo allo spazio… e al tempo; in mancanza di interazioni quantiche non vi è né spazio, né tempo…

Resta da chiedersi se questo “mare” quantico sia eterno, cioè ci fosse anche prima della nascita dell’universo, o se si sia formato con il big bang; questo non è proprio dato saperlo…

 

Cosimo Alberto Russo

febbraio 2017

 

 

Prima che tutto si facesse pieno di dèi
(a Esiodo per i versi 116-123 della Teogonia)

di Marco De Gemmis

 

egli scrive per primo l’inizio, 
dice la prima su cui ogni altra
storia crebbe e cresce, espone 
l’alfa perentorio delle cose 
poi scatenate a divenire e da lui
in ordinata successione elencate: 
nell’ordine senza governi in cui 
quel tempo remoto le faceva,
prima che arrembanti gli dèi
se ne potessero appropriare

 

dice Dunque per primo è Caos,
che diviene in un verso solo 
e altro forse non è che vuoto abisso
buio: allora in tutto non c’era cosa 
 che creasse problemi, era ancora
che nessuno stava lì a guardare 
e nominare senza dare il tempo
di accadere: embrione d’universo, 
quel neutro sostantivo misterioso
faceva sempre quello che voleva
e indisturbato non disturbava 
e non era chiamato a nutrire
neppure formiche o un alberello

 

poi qual genere di luci e suoni, 
se e quali i colori, se una mescola 
di materia in via di formazione, 
e a quale velocità le cose, se cose
in un vortice prese assieme, chissà 
se già in mezzo a loro l’acqua, se
e quanto immane e lungo intervallo
fra il vuoto e il pieno o tutto invece
in uno schiocco solo: molto prima 
che esistessero semi e sangue 
o il respiro eppure tanto vivo 
che di noi non c’era alcun bisogno

 

e se così o in che modo altrimenti
prendono forma coi versi successivi 
Terra dal grande seno, dove stiamo,
inizialmente sola, senza cielo e mare, 
e quindi gli altri primordiali enti 
generati da Caos, madre/padre 
di tutto prima che tutto si facesse 
pieno di dèi: Tartaro il più profondo, 
Erebo scuro, e Notte che ci riposa,
e un primo Eros, non ancora il figlio 
alato d’Afrodite ma originaria energia, 
forse un motore in grado di avviare 
la giovane macchina del mondo 
che dal vuoto si andava costruendo

 

ordine senza governi in cui 
quel tempo remoto le faceva,
prima che arrembanti gli dèi
se ne potessero appropriare

 

                                              Marco De Gemmis

febbraio 2017

 

 

Il mare quantico

di Marco De Gemmis

                                                                                            ad Alberto

 pure l’universo sai tende a uno stato

di massimo disordine e minima energia

sostiene Alberto andando sul Pontile

a riprenderci la forza bevutaci dal vino:

quindi non saremmo un’eccezione

lui e io né l’Italsider difronte tramortita

 

nuotando fra mare e mare quantico

che gli si agitano a gara nella testa

mi espone teorie termodinamiche

mentre scruta le ragazze passare

che gli sfumano le parole sul degrado:

loro son formate senza dubbio

da aggregati di particelle speciali

 

dice ogni trasformazione spontanea

del mondo fenomenico avviene

se il sistema cede qualche parte

dell’energia che ha a disposizione

 

poi dice dell’energia che si diffonde

sotto forma di energetici pacchetti

che si è deciso di chiamare Quanti:

forse costituiscono un continuum

addirittura preesistente all’universo

 

se ci cogliesse la morte sul Pontile

prenderemmo subito a diffondere

i nostri atomi casualmente nello spazio:

scontrerebbero l’affanno dei corridori

le ciacole le canne dei fumatori

o dei delusi pescatori e la Colmata

 

non è detto che si distrugga l’energia:

posso sperare che noi daremmo vita

ad ancor più miserande aggregazioni:

allora con incertezza maggiore

su chi sa quale Pontile camminando

un’altra domenica gli chiederei

se anche quell’altra vita è vita

 

                                         Marco De Gemmis

febbraio 2017

 

 

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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2017